CASTELPETROSO "OGGI"
Il centro storico di Castelpetroso è un chiaro esempio di borgo medioevale, con il suo castello maestoso, la chiesa parrocchiale imponente, le minuscole piazze e i piccoli vichi che serpeggiano all'interno. Un tempo si entrava nel borgo attraverso tre porte: Porta del Parco, ancora oggi esistente, Porta Pistiello e
Porta Macchietelle. Tra antichi palazzi si respira ancora quel profumo antico del vivere sano, quell'austerità tipica del mondo passato.

Scrive il poeta Spensieri: "Per i vicoli un silenzio profondo, una solitudine antica che, tuttavia, non nascondono un'esistenza ed una operosità espresse nell'improvviso stridore di una sega che proviene da una bottega affogata nei muri o nell'ondosa voce di un incudine: voce che corre fin che può, nei vicoletti, sulla groppa del vento che infine la va disperdendo chissà dove". Castelpetroso è il capoluogo comunale di numerose frazioni: Camere, Casale, Guasto, Indiprete e Pastena. Castelpetroso è un paese ridente e tranquillo, in cui è possibile trascorrere ore liete e serene in un ambiente cordiale e gentile e dove la natura incontaminata è la vera protagonista.

IL CASTELLO

Il castello sorge su una vera e propria fortezza naturale, utilizzata già dai Sanniti come punto di osservazione militare. Dalla forma quadrata si direbbe normanno, ma fu edificato dai Longobardi tra la fine del X° e l'inizio del XI° secolo, dato che suoi primi padroni furono i discendenti

del guastaldato longobardo di Bojano, facente parte del ducato di Benevento.
II castello ha conosciuto una lunga storia di vendite, cessioni, donazioni e reiterate riattazioni, succedutosi nel corso dei secoli ad opera dei molteplici proprietari. La fortezza odierna conserva la forma quadrata e parte di quello che doveva essere il mastio, nella fiancata destra; al pian terreno restano due stanzoni rimasti inalterati nel corso dei secoli.
 
IL MUSEO
LABORATORIO DI RICERCA A TUTELA DEGLI "OGGETTI DI VITA"
Nell'ambito del "Progetto di sviluppo della montagna", la nostra scuola sta contribuendo, insieme al Comune, alla realizzazione di un museo nel castello di Castelpetroso, che si erge sulla cima di un colle, incastonato come una gemma preziosa in un borgo medievale suggestivo e quasi intatto che è stato recentemente restaurato. Nel museo sono stati costruiti ambienti della civiltà contadina e non, mediante oggetti antichi originali che i proprietari hanno messo a disposizione. Per l'allestimento delle sale tutto è stato utile: dal vestiario agli attrezzi da lavoro, dai mobili alle vecchie fotografie, dal pennino al piatto da tavola e così via con l'obiettivo di far conoscere le nostre radici e di tramandarle alle generazioni future.
Noi alunni stiamo ancora cercando materiali dai nostri nonni, dai nostri conoscenti, parenti e amici; ci auguriamo che tutta la popolazione contribuisca ad arricchire la raccolta. Ogni oggetto verrà catalogato con il suo nome ed uso e con l'indicazione del proprietario, che ne resta sempre il padrone. Nel museo si potrà ripercorrere la storia castellana come in un libro: gli oggetti saranno le sue preziose pagine che tutti potranno leggere.
Le testimonianze rappresentano un anello insostituibile della conoscenza e quindi della memoria, dell'identità della società odierna e di quella delle future generazioni. fl museo quindi è un vero e proprio laboratorio di ricerca storica ed è il luogo che ci permette di legare il passato al presente, attraverso tappe storiche.
Anche l'Amministrazione comunale ha manifestato grande sensibilità per l'iniziativa, che mira a tutelare il patrimonio storico locale, poiché la produzione artigianale della società antica è quasi totalmente di proprietà privata e l'appartenenza ai privati, a volte, espone gli oggetti a pericoli ed a inconsapevoli processi distruttivi. D'altra parte, allo stato attuale, non esistono strumenti legislativi o normativi che consentano di assoggettarli a tutela, nell'interesse della società.
L'obiettivo che ci prefiggiamo è quello di ricercare e conservare di tutto, con particolare attenzione per i sistemi e gli oggetti di produzione artigianale: della lavorazione tessile, delle lavorazioni lanose, di quelle metalliche ferrose, in rame, stagno, alluminio e bronzo; dei metalli nobili in oro, argento o leghe preziose, gli oggetti di cuoio, osso animale, pellame ed affini, i finimenti animali. Inoltre tutto ciò che è inerente le produzioni, le trasformazioni e la conservazione delle carni per alimentazione di ogni tipo e dei sottoprodotti di origine animale per alimentazione, i prodotti caseari e sottoprodotti derivati, gli attrezzi per le produzioni in legno di ogni
tipo, per uso domestico, produttivo, artigianale e per ogni altro uso. Si raccomanda anche la conservazione di sistemi e oggetti inerenti la lavorazione della pietra a fini costruttivi o artistici o utilitaristici.
Nel museo cercheremo di portare tanti altri oggetti: gli arredamenti interni delle case private, delle botteghe artigiane, dei negozi, degli opifici e degli edifici pubblici; gli oggetti inerenti l'attrezzistica agricola, artigianale e degli impianti paleoindustriali; il vestiario e gli arredamenti collegati alla militanza armata, comprese corrispondenze, onoreficenze, riconoscimenti, medaglie e quanto altro attinente;
l'attrezzistica collegata alla fotografia ed alla ripresa cinematografica, comprese fotografie, negativi, lastre fotografiche, stampe, macchinari, cornici e quadri di esposizione e quanto altro collegato; gli oggetti inerenti i voti religiosi, i canti, le preci, le pubblicazioni e tutto quanto più specificamente, nella religiosità, è rivolto al culto Mariano.
Si conserveranno inoltre oggetti collegati alla stampa ed affini, giornali antichi, opuscoli e libri. Saranno sottochiave gli oggetti inerenti il gioco sia individuale che collettivo, per adulti e per bambini e gli strumenti musicali.
Saranno sottovetro le lettere degli emigranti, che rappresentano un'inesauribile fonte di studi in materia linguistica, economica, sociale, politica.
E l'elenco potrebbe continuare con gli oggetti più strani e più impensati.

ARTISTICO PRESEPE MOLISANO
 

In uno dei locali del castello di Castelpetroso, che nel passato venivano usati dai signori come scuderie, è stato realizzato un artistico presepe molisano in stile cinquecentesco. I pastori che accorrono per adorare il Salvatore soro tutti vestiti con antichi costumi molisani. La capanna è un tipico fienile con un muro a secco e coperto con lastroni di pietra, simile alle case di Castelpetroso.

Maria e Giuseppe indossano gli antichi abiti del luogo; inoltre vi sono diorani o quadri plastici in cui i protagonisti vestono abiti tradizionali dei paesi limitrofi a Castelpetroso. Il paesaggio, ovviamente, è quello molisano, con gli scorci paesaggistici più belli e verdi del Molise ed a questa armonia della natura, in questo presepe, si unisce la storia delle terre molisane attraverso la riproduzione dei suoi principali monumenti storici.
Portale gentilizio
 
Nel centro storico
 
"Pizzuc" - Piantoio
 
Pignata - Pignatta
 
Scola Pasta

 

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