LA
CHIESA PARROCCHIALE
La
chiesa di Castelpetroso è
dedicata a San Martino Vescovo.
La sua costruzione risale
alla seconda metà del
XIII secolo poiché
gli elementi architettonici
del portale sono identici
a quelli della chiesa di San
Francesco ad Isernia, la cui
costruzione è datata
1267. Il tempio fu più
volte danneggiato da terremoti
ed un'epigrafe, situata sulla
destra entrando, ricorda la
consacrazione (o riconsacrazione)
della chiesa, celebrata da
Mons. Beccari l' 8 luglio
1731. |
L'interno
della chiesa è diviso
in tre navate e vi troviamo:
un'acquasantiera di marmo
risalente al 1601; gli altari
in marmo di cui il maggiore
in stile barocco ed il pulpito
in noce massiccio risalente
anch'esso al 1600.
Alle spalle dell'altare maggiore
c'è un mosaico raffigurante
S. Martino ed a lato ci sono
dei dipinti del Maestro molisano
Amedeo Trivisonno che rapprese-
ntano i sette dolori della
Madonna. L'interpretazione
di tali quadri data dallo
autore, è completamente
diversa da quella inerente
le opere pittoriche presenti
nel Santuario della Addolorata
di Castelpetroso eseguite
dallo stesso artista. Infatti,
queste ultime, dal quarto
dolore in poi, sono interpretate
in modo tradizionale: Gesù
porta la croce secondo la
tradizione. Nella chiesa di
San Martino invece, Gesù
porta solo la trave orizzontale
secondo l'interpretazione
storica.
Di
notevole rilievo artistico
è anche una vetrata
laterale in cui è rappresentata
la scena della Natività.
Una pittura ad olio su tela
raffigura la Deposizione;
è attribuita al Solimene
della scuola del Caravaggio.
La statua dell'Addolorata,
con la veste bruna, riccamente
ricamata, col cuore trafitto
da sette spade, i sette dolori
di Maria, è opera dell'artista
della scuola napoletana Giacomo
Colombo. Ai lati della nicchia,
che contiene la Madonna, ci
sono dipinti del prof. Amedeo
Trivisonno che rappresentano
i sette dolori. |


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LA
CHIESA DI SAN GIUSEPPE
Si
trova ai piedi del colle
di Castelpetroso, nel punto
in cui si dipartono le strade
provinciali per Carpinone
e Sant'Angelo in Grotte.
Anche se non si hanno elementi
certi, si possono far risalire
al XVII secolo le origini
di questo mistico e grazioso
tempietto. La chiesa con
molta probabilità,
all'origine, era di dimensioni
più ridotte a quelle
attuali in quanto presenta
due blocchi: uno rettangolare
più basso, che comprende
l'area della chiesa propriamente
detta ed uno quadrangolare,
alto e tozzo, posto posteriormente.
Il
rinvenimento di ossa umane
in prossimità della
chiesa e la presenza di
due locali laterali alla
stessa con le fosse comuni
lasciano ipotizzare che
l'area era adibita a luogo
di sepoltura. Al lato della
chiesa è stato collocato
un monumento di Padre Pio
che riproduce il frate delle
stigmate in età relativamente
giovane.
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LA
CHIESA DI SAN ROCCO
E' tanta la devozione popolare
a questo Santo, dovuta al
fatto che nel Concilio di
Costanza i padri conciliari
lo fecero "Patrono contro
la peste", morbo che
ha infierito in quei tempi
anche dalle nostri parti.
La chiesa si trova vicino
a quella di Santa Barbara.
Nel piazzale antistante vi
è una croce Benedettina
in pietra. All'interno si
nota una bellissima statua
del Santo, raffigurato con
il segno della peste e col
cane che gli recava il pane.
Vi è inoltre un confessionale
in legno di notevole valore
artistico. |
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CHIESA
DI SAN NICOLA DI BARI
Questa chiesa è sorta
per volere e con le offerte
del popolo di Pastena. E'
recente in quanto l'antica
chiesa di San Nicola fu lesionata
gravemente quando i tedeschi
fecero scoppiare delle mine
per abbattere il ponte della
statale, molto vicino alla
borgata. Un ragazzo ne disinnescò
alcune, ma scappò via,
all'arrivo dei tedeschi che
al suo posto stavano per fucilare
un vecchietto preso lì
per caso, |
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ma
poi, per pietà, lo
lasciarono in pace. In questa
chiesa si conservano dei preziosi
quadri del professore Amedeo
Trivisonno che rappresentano
la vita del Santo. Un portone
di bronzo impreziosisce la
suddetta chiesa parrocchiale:
opera dello scultore prof.
Madonna, di Lanciano.
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LA
CHIESA DELLA MADDALENA
...
Arriviamo a quota 810 s.l.
del mare. Sotto il nostro
sguardo vediamo i "Cifelli"
e più in là
quasi sullo sfondo si staglia
il Santuario. Ed ecco la Maddalena!
Dà l'impressione di
una cartolina di Natale. Non
si vedono che pietre e solo
pietre. La Cappella è
in pietra a faccia vista,
ricoperta di lisce e circondata
da un muro perimetrale pure
a faccia vista. È lungo
80 metri circa, ed alto in
qualche parte più di
2 metri.
Il
piazzale è pavimentato
con lastre di pietra di provenienza
varia. Sono state prese anche
da antiche aie, su cui si
"Scugnava". Ora
sono lì a formare il
selciato, separate 1' una
dall'altra con l' erbetta,
che a primavera forma un tappeto
morbido e delicato. È
la gioia dei bimbi... |
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CAPPELLA
DI S. ANTONIO
Non si conosce la data di
costruzione, però sembra
del tardo '700, questa cappellina
in onore di S. Antonio da
Padova; è all'entrata
di Pastena, nel comune di
Castelpetroso. All'interno,
su delle maioliche, si vede
S. Nicola di Bari, al centro
la Madonna di Loreto e a destra
l'Arcangelo S. Michele. Una
scritta sotto la scena dice
che è dono degli emigrati
di Newarch nel New Jersey.
Vi è una statua del
Santo dei Santi ed è
protetta da un cancello artistico
in ghisa. Anche da questi
piccoli segni si nota la grande
devozione al Santo di Padova,
Antonio. |
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MADONNA
DELLA LIBERA
Alla Madonna della Libera
è dedicata la chiesa
parrocchiale di Indiprete,
frazione di Castelpetroso.
Alcuni mietítori, di
passaggio verso le Puglie,
si fermarono dove sorge la
Chiesa per riposarsi; volendo
ripartire, non poterono spostare
il quadro della Madonna della
Libera diventato di peso enorme:
sul luogo fu eretta la chiesa.
AI suo interno, la divisione
in tre navate è determinata,
sia a destra che a sinistra,
da 3 pilastri, su questi sostegni
vi sono archi longitudinali.
La copertura è piatta
con tetti spioventi. II soffitto,
in stile barocco, è
stato affrescato da Domenico
Ferraro. |
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SANTA
MARIA DELLA MERCEDE
Nessuno sa perché è
stato dato questo nome alla
chiesa costruita in Guasto
di Castelpetroso, A. D. 1868.
Certo che in Spagna ed in
America Latina è tanta
la devozione alla "Mercede",
liberatrice degli schiavi
tenuti cosi' dagli antichi
musulmani. E' la borgata in
cui Bibiana e Serafina videro
i loro natali. E' a croce
latina; all'interno è
carina mentre all'esterno
va rivisto il campanile che
culmina in ferro non lavorato.
Vi sono statue in legno; bellissima
è quella della Mercede.
Vi è il pulpito anche
in legno e vi sono delle finestre
artisticamente lavorate, della
ditta CARON di Vicenza, che
raffigurano otto momenti della
vita della Madonna. II rosone,
molto bello, rappresenta la
Madonna. |
CAPPELLE
RURALI
Sul
territorio di Castelpetroso
ci sono inoltre quattro Cappelle
private che risalgono a varie
epoche.
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MADONNA
DEL SOCCORSO
Cappella gentilizia della
famiglia del prof. Orazio
D'Uva.
Oggi la cura della stessa
è affidata al prof.
Orazio Maria Petracca, politologo
di formazione giuridico filosofica.
Ha una facciata bellina in
pietra lavorata.
All'interno vi sono dei loculi
ove riposano alcuni esponenti
dell'antica famiglia
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MADONNA
DEL CARMINE
Cappella
pr ivata, dei Cifelli, ove
si venera una graziosa immagine
in legno, della Madonna del
Carmine.
Sul trono Mariano si legge:
«Dedicata a Maria, decoro
del monte Carmelo»,
mentre sul portale ben lavorato
ed in pietra è incisa
la data 1881.
A destra della Madonna vi
è una statuina del
beato Padre Pio, a sinistra
vi è S. Antonio da
Padova.
È stata restaurata
di recente, a spese dei pochi
fedeli della borgata
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La
piccola cappellina di Santa
Barbara. si
trova alle spalle di San Rocco
e fu fatta costruire dagli
operai che lavoravano alla
realizzazione della galleria
ferroviaria che attraversa
il territorio di Castelpetroso.
Si racconta che gli operai
durante un furioso temporale
fecero il voto di onorare
la Santa che protegge da "fulmini
e saette".
Qualcuno dice anche che gli
operai si salvarono dall'esplosione
fortuita di un mina. |
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Particolari
dei dolori della Madonna.
Tele del maestro A. Trivisonno. |
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CAPPELLA
APPARIZIONE
La Cappella, che sorge nel luogo delle apparizioni
della Madonna Addolorata a Cesa tra Santi,
è dovuta alla devozione dei fedeli
e alle loro elemosine. Mentre si saliva
verso questo luogo paradisiaco, ciascuno
portava la sua pietra: era come un cantiere
e il capo operaio era il maestro Martella
Giovanni. E' a pietra a faccia vista.
All'interno vi è una bella tela del
Gagliardi che ricorda il modo in cui fu
vista la Madonna. II porticato andrebbe
rivisto, quelle colonne ricoperte di cemento
andrebbero ritoccate. A destra vi è
il gruppo bronzeo con Gesù morto
e l'Addolorata, artisticamente lavorato
dal Buratti; prima vi era la stessa immagine
in pietra di Sicilia, distrutta dalle lunghe
e gelide invernate.
Ai piedi del monumento vi è il luogo
delle apparizioni e l'acqua della "fontana
dell'Addolorata, manna di santità".
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Cappella
delle Apparizioni |
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MADONNA
DEL CARMINE
La Madonna del Carmine era, all'inizio,
una cappella privata quindi devozionale;
poi è passata alla Parrocchia di
S. Martino. II valore di detta cappella
è dovuto alla devozione del popolo
verso la Madonna del Monte Carmelo, che
conduce al paradiso le anime del Purgatorio
ed alla tela che la rappresenta, una tela
di grande valore, non voluta far restaurare
dal popolo, per timore di un mancato ritorno.
II 16 di Luglio vi si celebra una bellissima
festa.
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Chiesa
Madonna del Carmine |
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SAN
DOMENICO
Sorge nel territorio della chiesa parrocchiale
di Castelpetroso. Era una cappella privata
dedicata al santo patrono contro i morsi
velenosi dei serpenti. In Castelpetroso,
proprio perché pietroso, non sono
state poche le persone che hanno fatto esperienza
del morso velenoso delle vipere. Vi si celebra
la messa nella festa del Santo ed in altre
occasioni principali. Vi è, all'interno,
l'immagine del Santo, di pregiato valore.
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Chiesa
di San Domenico |
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MADONNA
DELLE GRAZIE
A Indiprete, in fondo al paese, nel limite
del "tratturo antico" vi è
un'altra cappella dedicata alla Madonna
delle Grazie, la cui costruzione risale
al 1876. Si dice che, durante la transumanza
del bestiame, i pastori che dal Gran Sasso,
dalla Maiella, dalle Mainarde e del Matese
scendevano alla ricerca della Terra del
Sole, si fermavano per riposarsi vicino
alle acque del torrente San Salvatore che
passa proprio a valle del paese e furono
proprio questi pastori a volere la costruzione
della cappella dedicata alla Madonna delle
Grazie. L'attuale cappella è stata
costruita più sù dell'altra,
spesso inondata e distrutta dalle acque
impetuose, quando le piogge autunnali facevano
straripare il torrente San Salvatore. In
sacrestia si conserva una lapide che riporta
la data della sua costruzione iniziale e
della sua consacrazione alla Madonna delle
Grazie da parte del popolo di Indiprete,
per le mani del vescovo di Boiano e Sepino.
Tale data risale al 4 giugno 1742 |
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| Chiesa
Madonna delle Grazie |
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CAPPELLA
DI S. NICOLA
Cappella gentilizia in località Feudo,
lungo la mulattiera Castelpetroso Camere.
Apparteneva alla famiglia Cifelli, in seguito
è passata all'insegnante Notte Gaetano.
Sull'altare vi è un quadro di San
Nicola.
Sotto il pavimento vi sono delle tombe a
cui si accede da una botola chiusa da una
lastra di marmo su cui vi è la scritta
" Pace".
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Cappella
di San Nicola |
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